Un mondo “fuggevole”, che lascia il segno

Cuffiette nelle orecchie… Play!

La mano stretta nella sua, lo sguardo fisso in avanti: a passi lenti verso un ingresso in ombra, con luci soffuse. Stanze dalle tappezzerie rosse e alle pareti della prima sala moltissimi quadretti di foto in bianco e nero, che sembra quasi di farne parte.

Ed è subito Francia di fine Ottocento.

Di che mondo “f u g g e v o l e” stiamo parlando?

Giornate passate immobili in un letto, una vita brevissima trascorsa tra dolori e alcool. Di fotografia, da sempre il mezzo più utilizzato per cogliere l’attimo che si appresta a scappare; di una realtà mutevole, in continua trasformazione.

Foto Toulouse-Lautrec
Fonte: leventonews.com

E immaginare il colore, per nulla mescolato ma steso direttamente su di una tela senza un bozzetto iniziale a fare da guida. Pennellate veloci, senza senso, e continui piccoli ritocchi.

“Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro.”

Un tratto inconfondibile e deciso, pronto a cogliere la realtà da un punto di vista differente.
E Toulouse-Lautrec fu maestro in questo.

Pittore bohémien che avanzò un provocatorio realismo

Una mano che racconta brevi attimi di ordinaria quotidianità, ambientati per le strade, in locali notturni o nelle case chiuse, resi in sintesi di forme e movimento.

Nonostante le nobili origini, Henri ci tiene al suo fianco tra i quartieri poveri in una Parigi che non sa ancora essere musa di molti talenti artistici.

Così questa passeggiata nella Belle Epoque continua, tra le sottovesti delle ballerine di can can e sorseggiando assenzio. Serate che trascorrono veloci nella vita di un uomo che sa il fatto suo, in grado di coglierne i retroscena più teneri ed eleganti e di rappresentarli con una naturalezza disarmante. Scene di intima dolcezza come opere d’arte.

Henri de Toulouse-Lautrec, "La toilette"
Fonte: wikipedia.org

Una capacità persuasiva che ben presto lo trasforma nel padre dei manifesti pubblicitari, come piace definirlo a me!

Realismo, sintesi e punto di vista differente di scorci di una vita quotidiana sono le basi della comunicazione pubblicitaria adottata nei lavori di Henri Toulouse-Lautrec. Poche parole e dettagli inconfondibili.

“Sempre e dovunque anche il brutto ha i suoi aspetti affascinanti; è eccitante scoprirli là dove nessuno prima li ha notati.”

Lo so, sono un’inguaribile romantica, e anche questa volta è stato “farfalle allo stomaco”.

“Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”
Palazzo Reale, Milano

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